EMOZIONE E MOTIVAZIONE


EMOZIONE

1. Che cosa sono le emozioni?

L'emozione non è solo un "sentimento", ma un processo complesso che coinvolge corpo e mente. Il termine deriva dal latino emovere (trasportare fuori), indicando che l'emozione ci spinge all'azione.

Secondo il testo, ogni emozione è composta da cinque dimensioni:

  • Fisiologica: i cambiamenti nel corpo (battito accelerato, sudorazione, attivazione neuronale).
  • Cognitiva: come interpretiamo ciò che accade (la consapevolezza di ciò che stiamo provando).
  • Motivazionale: la spinta a reagire (ad esempio, scappare se abbiamo paura).
  • Espressivo-motoria: i segnali esterni (mimica facciale, tono della voce, postura).
  • Soggettiva: come ognuno di noi vive personalmente quell'emozione (non tutti reagiamo allo stesso modo a un ragno!).

2. Le funzioni delle emozioni (Paul

Ekman)

Perché proviamo emozioni? Secondo lo studioso Paul Ekman, hanno tre scopi principali:

  1. Adattamento e sopravvivenza: ci preparano a reagire ai pericoli (es. la paura ci fa fuggire).
  2. Autoregolazione: ci aiutano a gestire il nostro stato interno in modo rapido.
  3. Relazione: servono a comunicare agli altri come stiamo attraverso il volto e il corpo.

Le 6 emozioni universali

Ekman ha scoperto che esistono sei emozioni di base che tutti gli esseri umani, in ogni parte del mondo, riconoscono e manifestano allo stesso modo:

Gioia, Paura, Tristezza, Sorpresa, Rabbia, Disgusto.




3. Le principali teorie psicologiche


Il libro mette a confronto diversi modi di spiegare come nascono le emozioni:

A. Teoria Periferica

Sostiene che l'emozione sia la risposta del cervello ai cambiamenti del corpo.

• Esempio: Non tremiamo perché abbiamo paura, ma abbiamo paura perché sentiamo il nostro corpo tremare.

B. Teoria Centrale

Sostiene l'esatto opposto: l'emozione nasce prima nel sistema nervoso centrale (cervello) e poi invia i segnali al corpo. Il caso di Phineas Gage (l'uomo che cambiò personalità dopo un danno cerebrale) è l'esempio classico di come il cervello controlli le emozioni.

C. Teoria Costruttivista (Rom Harré)

Questa teoria dice che le emozioni non sono solo biologiche, ma culturali. Impariamo a dare un nome e un significato alle emozioni in base alla società in cui viviamo. 


MOTIVAZIONE 



1. Che cos'è la Motivazione?

Il termine deriva dal latino motus (movimento). È la spinta o l'insieme dei motivi che ci portano a iniziare, proseguire e portare a termine un'azione. È ciò che risponde alla domanda: "Perché lo fai?".

Si divide principalmente in due tipi:

  • Intrinseca: quando fai qualcosa perché ti piace, ti appassiona o ti fa sentire bene (es. leggere un libro per piacere).
  • Estrinseca: quando fai qualcosa per ottenere un premio esterno o evitare una punizione (es. studiare solo per prendere un bel voto o non essere sgridato).

L'Effetto Zeigarnik: Il libro cita una curiosità psicologica. Tendiamo a ricordare molto meglio i compiti interrotti o non finiti rispetto a quelli completati, perché l'interruzione lascia in noi uno stato di tensione (motivazione) che ci spinge a volerli terminare.


2. La Piramide di Maslow (I Bisogni)

Lo psicologo Abraham Maslow dice che siamo motivati dal desiderio di soddisfare dei bisogni, ma questi seguono una gerarchia precisa. Non puoi pensare ai piani alti se non hai soddisfatto quelli alla base.

  1. Fisiologici: Fame, sete, sonno (sopravvivenza).
  2. Sicurezza: Avere una casa, salute, protezione.
  3. Appartenenza: Amore, amicizia, far parte di un gruppo.
  4. Stima: Sentirsi rispettati, avere successo e autostima.
  5. Autorealizzazione: Diventare ciò che vogliamo essere, usare tutto il nostro potenziale.

3. La Teoria di Freud (Le Pulsioni)

Per Sigmund Freud, la motivazione nasce da pulsioni biologiche interne, cioè energie psichiche che premono per essere scaricate.

  • Pulsione di vita (Eros): Spinge verso la creatività, l'amore e la conservazione.
  • Pulsione di morte (Thanatos): Spinge verso l'aggressività o la distruzione.

4. Il Successo e la Riuscita (Modello diAtkinson)

Non tutti affrontiamo le sfide allo stesso modo.

Secondo Atkinson, quando dobbiamo fare un compito (come un'interrogazione), siamo mossi da due forze opposte:

  • Tendenza alla riuscita: La voglia di farcela. Chi la ha forte sceglie sfide di media difficoltà, si impegna e prova orgoglio se vince.
  • Tendenza a evitare l'insuccesso: La paura di fallire. Chi ha questa paura sceglie compiti o troppo facili (dove non può sbagliare) o troppo difficili (così può dire "era impossibile per chiunque"), per evitare la vergogna del fallimento.


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